Ecuador: parla P. Claudio Zendron Missionario Comboniano

Qui di seguito riportiamo le testimonianze che P. Claudio Zendron ci ha mandato dall’Ecuador.

Le urgenti neccessitá umanitarie in Ecuador dopo il tremendo terremoto.

Voglio compartire con voi alcune riflessioni fatte da un membro della organizzazione ACNUR, la Onlus delle Nazioni Unite  per il servizio ai profughi,   che é  in Ecuador per coordinare gli aiuti dopo il terremoto.  Per affrontare le necessitá piú urgenti, soprattutto dei campi profughi, e delle comunitá contadine abbandonate,  abbiamo bisogno, ci diceva,   di circa 75 milioni di dollari  nei prossimi mesi  perché le persone che hanno perso tutto e vivono   senza una vera protezione,  sono circa 350.000. Fino a questo momento le agenzie di aiuto umanitario hanno fatto fronte con circa 11 milioni di dollari, pero sono insufficienti se non si finanziano gli aiuti umanitari per altri 73 -75 milioni di dollari.

La popolazione nella provincia di Manabí e del Sud di Esmeraldas lottano per ricostruire la vita cuotidiana, situazione che si é vista in un continuo rischio a causa delle  repliche che il mercoledí 18 di maggio si sono ripetute al mattino presto e al pomeriggio con una intensitá tale di 6,8 e 6.9 di magnitudine che hanno provocato un morto, 90 feriti e ingenti danni materiali.

Secondo i dati ufficiali circa 73.000 persone sono state obbligate a lasciare la zona terremotata e stanno vivendo in campi preparati dalle organizzazioni umanitarie e dal governo nazionale, cosi come famiglie che accolgono spontaneamente i profughi  e che vivono in campi non adatti per la insicurezza ed i possibili fuochi di malattie che possono sorgere per la insalubritá. Un grave problema che dobbiamo affrontare é che molte persone sono indocumentate,  perché hanno perso i documenti di identitá che sono rimasti sotto le macerie. Questo impedisce che possano usufruire di aiuti governativi, programmi sociali ed anche poter avere accesso ai servizi basici. Solo la agenzia  internazionale ACNUR ha distribuito circa 900 tende, 50.000 materassini e 7000 kit para la cucina e 18000 zanzariere tanto necessarie per difendersi dalla malaria.

La chiesa cattolica in loco, Manabí ed Esmeraldas, con l´aiuto delle differenti caritas nazionali  ed internazionali ha distribuito centinaia di quintali di alimenti, materassini, organizzato dispensari medici e costruito  alcuni campi per gli sfollati  in coordinazione con le forze governative. Si stanno  organizzando gruppi di aiuto psicologico a partire dalla scuola; le lezioni sono iniziate (cosi per dire) i primi giorni di maggio e poi interrotte a causa delle forti scosse  del 18 dello stesso mese di  maggio. Le parrocchie collaborano  con le forze governative  per aiutare le persone che sono ancora senza le credenziali di identitá, che sono sollecitanti di asilo e di rifugio. Altre persone stanno cercando di poter avere i titoli di proprietá sui beni e terreni che appartengono a loro e che in questo momento sono disabitati.

Qui nella nostra parrocchia del Carmen abbiamo concesso la costruzione di un campo profughi su un terreno di 10.000 metri che a futuro sará la seconda grande parrocchia del Carmen dove in questo momento sono sistemate circa 180 famiglie. Abbiamo  ospitato nelle nostre strutture piú di 40 famiglie, distribuito piú di 3000 Kit di alimenti non perecibili, odottato circa 120 ragazzi/e della zona di Pedernales, Jama, Cojimies y Canoa consegnado loro il necessario per iniziare l´anno scolastico. Il valore del Kit educativo por ogni alunno/a si aggira sui $ 80 dóllari. La nostra prioritá in questo momento  come Caritas e Pastorale Sociale é coordinare con le autoritá educative l´inizio dell´anno scolastico per molti ragazzi che hanno abbandonato la zona del terremoto assieme alle loro famiglie. Non mancano poi gli aiuti concreti alle persone con discapacitá, anziani e donne incinte. Si é fatto il censimento con piú di 60 giovani universitari di Guayaquil e della Universitá Cattolica di Quito della quasi totalitá delle case contadine e dei quartieri poveri del Carmen; sono  piú  600 le  case cadute nel terremoto o che hanno subito gravi danni. Con questi dati il governo puó attuare, se lo desidera  per l´aiuto immediato nella ricostriuzione.

Questo é quanto posso dirvi. Ringrazio tutti quanti stanno collaborando, hanno chiesto progetti da finanziare,  e hanno collaborato fino adesso con tanti sacrifici. Grazie…Grazie …infinite.  il Signore ve ne renda merito.

Con amicizia e grande riconoscimento, vostro amico

Padre Claudio Zendrón Comboniano di Valda Trento.

 

Cari amici, un saluto da questa terra martoriata. Lentamente si cerca di ritornare alla normalitá. I morti contabilizati sono 655, 48 i dispersi ed ancora sotto le macerie,  piú di 17,638 feriti tratati nel vari ospedali e cliniche, piú de 29000 “desplazados” e che sono sistemati  in campi preparati soprattutto in Santo Domingo de los Tachilas. Noi qui ospitiamo in una scuola della parrocchia, centro di catechesi 56 persone, soprattutto donne e bambini. In una scuola dello stato ci sono trecento persone.  La caritas parrocchiale ed il municipio cerchiamo di rendere meno pesanti le giornate. Il due di maggio dove si puó,  si inizia l´anno elettivo 2016/ 2017…….non si ancora quanti edifici scolastici sono in grado di ricevere gli alunni perché molti sono in condizioni precarie. Da parte mia cerco di portare aiuti che i giovani raccolgono per la zona commerciale del Carmen alle comunitá contadine. Sono arrivati alcuni camion  di generi di prima necessitá alla parrocchia nostra,  dalla Troncal di Guayaquil, da alcune parrocchie di Ambato e Quito. Il governo vorrebbe tutto centralizzato, ma la gente non si fida molto per cui porta in porrocchia molti generi di prima necessitá che noi smistiamo nelle differenti zone e campi dove sono albergati quanti hanno perso tutto. Oggi il presidente, della repubblica Rafael Correa é venuto al Carmen di passo a visitare i campi dove sono albergate le persone venute dai paesi della costa. Io non sono andato, anche perché la confusione é tanta. Saluti a tutti e grazie delle preghiere. Vostro amico padre Claudio. A risentirci

 

Ad un mese dal Terremoto nel Carmen padre Claudio informa e ringrazia.

Il prossimo sabato 14 maggio, memoria  della Madonna di Fatima,  vigilia della Festa Solenne della Pentecoste é un mese che il terremoto di 7,8 gradi della scala Ricter ha distrutto la provincia di Manabí e parte della zona sud della provincia di Esmeraldas. Nella nostra parrocchia del Carmen,  non ci siamo mai fermati,  e stiamo portando avanti alcune iniziative che ci sembrano opportune per alliviare le sofferenze delle persone che hanno subito perdite materiali ed anche la morte di parenti che vivevano nella zona della costa del Pacifico. Qui da noi i morti sono stati grazie al cielo solo otto, pero ogni perdita umana é un grande dolore.

In questo momento,  la attenzione della Caritas Parrocchiale va ai ragazzi e ragazze che iniziano il nuovo anno scolastico 2016/2017  e che hanno perso tutto nel terremoto. In primo luogo compriamo loro quqnto necessario per iniziare  l´anno scolastico, e l’ uniforme scolastica. Nella nostra scuola di “Fe y Allegria” dove gia ci sono piú di 180 studenti,  e nella scuola materna “Anita Maria”,  stiamo aiutando  cinquanta nuovi alunni che vivono ospitati in case famiglia o nel centro profughi che il governo nazionale e il municipio del Carmen stanno costruendo in un terreno che appartiene alla parrocchia  e che doveva servire per la costruzione della  seconda parrocchia del Carmen  dedicata a San Daniel Comboni; in due settimane dovrebbe essere pronto. L´Esercito nazionale segue i lavori e controlla il tutto.

Il fine  settimana scorso  abbiamo avuto la presenza di 60 studenti universitari ed professionali di Guayaquil, che hanno fatto un censimento a piú  400 famiglie   nei cuartieri periferici del Carmen, Unión  Popular, Barrio parrocchia San José, Barrio la Restrepo e la zona delle comunitá contadine che hanno perso la casa, o completamente distrutta o con danni enormi per cui non puo essere abitata.  La ONLUS “Hogar de Cristo” sta preparando  case – abitazioni di canna di bambú che saranno date alle famiglie. In due giorni si costruiscono perché sono prefabricate.  Nei prossimi mesi si vedrá come venire in aiuto alle persone bisognose che desiderano costruirsi nuevamente la casa,  una volta che il governo nazionale realizza i progetti abitativi   per coloro che hanno perso la casa dove abitava la famiglia,  ed inizia a dare pure aiuto in denaro o linee di credito delle banche e delle cooperative contadine pér la ricostruzione.

Per quanto riguarda l´aiuto in alimenti e vestiti, con la nostra Caritas  abbiamo deciso di aiutare solo le famiglie piú bisognose, dove si sono anziani, persone con problemi di salute, ammalati,  persone con  discapacidad, e madri incinte.  L´emergenza iniziale é terminata,  e adesso abbiamo bisogno di persone che visitano sistematicamente le famiglie e parlano con loro affinché superino il trauma post – terremoto. In questo momento l´amicizia e la presenza solidaria é molto importante. Molta gente non riesce ancora a dormire ed ha bisogno di ansiolitici, presi tutti  sotto  controllo medico. In tutta la parrocchia le comunitá cristiane di base, visitano con l´immagine della vergine le famiglie in questo mese di maggio e leggono testi bibblici riferenti alla Misericordia ed all´Amore di Dio. La chiesa debbe essere sale e luce per queste famiglie provate dal dolore. I religiosi in Ecuador hanno preparato una serie di riflessioni alla luce della parola di Dio per animare l´incontro nelle famiglie. Abbiamo iniziato anche la catechesi parrocchiale;  ancora molta gente non ha inscrito i figli per la difficoltá di trovare aule scolastiche dato che molte scuole anche qui nel Carmen sono inabilitate. Ci vorra del tempo per stabilizzare il tutto. Nelle comunitá contadine i lideres, catequisti e giovani sono impegnati a visitare le famiglie. Ci sono pure famigle che sono ospitate da familiari e che vengono dalle cittá costiere, Portoviejo, Jama, Pedernales, Canoa, Manta dove hanno perso tutto.  La nostra gente é solidaria e aiuta con alimenti e con affrire il lavoro nella preparazione delle casse di banano che vengono esportate dalle grandi compagnie del banano. Il salario é di circa dieci euro al giorno. ( $ 12 dodici dollari). Il manabita  é molto lavoratore, non si lascia cadere le braccia facilmente e vuole rinascere. La gente del carmen  é  l´immagine dei friulani che 40 anni fa hanno visto negli occhi il terrore del terremoto, si sono rialzati,   ed  hanno ricostruito  il tutto senza perdere le loro radici. Che Dio ci assista come chiesa e come missionari.  Ringrazio il CMD per la valiosa collaborazione, la Fam Cimadon di Aldeno, i comboniani di Trento, gli amici ecuatoriani trentini che sono impegnati nella  solidarietá per la gente di Manabí, amici e conoscenti tutti.   Domani, la comunitá coreana di Quito viene per portare 100 materassi alle famiglie piú bisognose ed un Kit di alimanti e di pulizia per un mese circa. Anche i cristiani di oriente si sono mobilizati; la chiesa missionaria é presente. In comunione di preghiere, pace e bene. Un forte abbraccio “rompicostillas”,

vostro amico padre Claudio dal Carmen – Manabí.

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LA PASSIONE DOLOROSA DEL POPOLO BRASILIANO

passione dolorosa popolo brasiliano

Scrivono P. Saverio Paolillo e Fr. Francesco D’Aiuto, Missionari Comboniani impegnati in Brasile

Viviamo una situazione difficile. Tutti voi seguite le notizie del Brasile divulgate dalla stampa italiana. Ultimamente il paese vive uno dei suoi peggiori momenti. A farne le spese sono sempre i più poveri costretti a vivere una permanente Via Crucis la cui ultima stazione, quella della Risurrezione, sembra ancora lontana..

Negli ultimi due anni c´è stata un´altalena tra prolungati periodi di siccità che hanno messo in rischio le riserve idriche del Paese e improvvise alluvioni che hanno provocato  Brasile. Molti piangono per la siccità che non sembra finire più e altri per le piogge torrenziali. Alcuni sono costretti a lasciare la loro terra che non produce più niente per mancanza d´acqua e altri hanno visto le loro case e i loro familiari travolti dalle frane. Tutti hanno un´origine comune:la povertà. E tutti hanno un unico destino: le periferie o addirittura le strade delle metropoli brasiliane sempre più affollate di persone senza fissa dimora.

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STESSA PELLE MA SPIRITO NUOVO…segnali di speranza dal Sud Sudan

stessa pelle spirito nuovo

Scrive P. Christian Carlassare, Missionario Comboniano impegnato in Sud Sudan

Il 26 aprile scorso [2016], il leader dell’opposizione – Riek Machar – è arrivato nella capitale Juba per riprendere il ruolo di vicepresidente in un governo di unità nazionale. Il presidente Salva Kiir continua a guidare l’esecutivo impegnandosi a lavorare insieme al suo rivale. A luglio 2012, Salva Kiir aveva infatti rimosso Riek Machar dal suo incarico gettando le basi per il conflitto che sarebbe scoppiato a dicembre dello stesso anno in seguito a una falsa accusa di un colpo di stato.

Le ostilità hanno provocato migliaia di morti, deteriorato la situazione economica del paese e reso la situazione umanitaria insostenibile. La pressione della comunità internazionale e la crisi economica hanno forzato i due rivali a trovare un compromesso per risanare la situazione e preparare il paese alle prossime elezioni previste per il 2018. Questo evento è stato accolto con grande speranza da tutta la popolazione, ma non si nascondono dubbi e timori.

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I NOSTRI PROGETTI

Il mondo sta cambiando ma non sta cambiando la distanza tra ricchi e poveri, tra chi ha e chi non ha. I missionari comboniani sono da sempre impegnati nel cercare di promuovere la giustizia e nel far crescere la solidarietà. Mondo Aperto

E’ un ponte che mette in contatto noi e le piccole realtà che, con l’impegno di tutti e la supervisione dei missionari, possono essere almeno dei segni di qualcosa di nuovo. Se vuoi puoi unirti a noi.

 

tramite Conto Corrente Postale N. 28394377
o con Bonifico Bancario Unicredit Banca – IBAN: IT 67 M 02008 11708 000005559379
o alla Banca Popolare Etica – IBAN: IT 68 V 05018 12101 000000512250

INTESTAZIONE: Missionari Comboniani Mondo Aperto Onlus

  • Responsabile dei progetti: P. Codianni Luigi Fernando
    Tel. 045 8092200 • Fax 045 8004648 – E-mail: onlusmccj@comboniani.org • procura@comboniani.org             www.mondoaperto.it
    37129 VERONA – Vicolo Pozzo, 1

Ricordiamo che ai fini della detrazione/deduzione fiscale, l’erogazione liberale va effettuata a nome del soggetto che presenta la dichiarazione dei redditi modello 730-UNICO.

L’erogazione liberale effettuata da un contribuente che non percepisce alcun reddito e quindi non presenta la dichiarazione dei redditi modello 730-UNICO (ad esempio il coniuge a carico, un minore) non può essere inserita e detratta/dedotta nella dichiarazione dei redditi.

E’ una attenzione che vale la pena di ricordare per utilizzare al meglio le agevolazioni fiscali che la legge concede.

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